Studio Associato Odontoiatra Dr Veronica Vismara Dr Antonio Busato


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Innesti di osso

Terapia > Implantologia

Innesti di osso omologo

Spesso la perdita di elementi dentari affetti da malattia parodontale comporta a causa della perdita di osso alterazioni significative nella forma e nel volume del processo alveolare residuo.
La presenza di un osso alveolare alterato in modo piu' o meno grave tanto nella forma che nel volume puo' comportare un impedimento significativo per una terapia implanto protesica che si proponga obiettivi estetico-funzionali di rilievo. Per questa ragione frequentemente e' necessario prima o durante la chirurgia implantare provvedere entro il possibile al ripristino di volumi ossei adeguati. Nel nostro studio il materiale d'elezione utilizzato a tale scopo e' l' osso umano deantigenato poiche'dotato ottima resistenza alle infezioni batteriche , assenza di immunogenicità (senza rischi di rigetto), ottime proprietà induttive e conduttive, presenza di proteine morfogenetiche , ottima resistenza alle trazioni ed in grado di favore la rigenerazione tissutale.L'osso omologo puo' essere utilizzato in blocchi solitamente prima dell' inserimento degli impianti o macinato di solito contestualmente all'inserimento degli impianti.

Osso omologo macinato

L 'osso umano che utilizziamo per effettuare innesti di blocco o riempimenti con materiale particolato proviene dalla banca dei tessuti di Treviso ( ULSS 9 Presidio Ospedaliero di Treviso ). Il materiale e' preparato seguendo un protocollo caratterizzato da severi controlli allo scopo di grantire la sicurezza dei pazienti che riceveranno tessuti omologhi. ( Info )
L'osso omologo impiegato per riempire piccoli difetti intorno agli impianti si presenta in forma di cips di cortico spongiosa contenuti in una confezione sterile.Tali cips vengono macinati con un apposito strumento sterile sino ad ottenere dopo l'aggiunta di alcune gocce di fisiologica un composto plastico. Esso viene a volte miscelato con l'osso del paziente recuperato durante la preparazione delle cavita' chirurgiche da appositi strumenti provvisti di filtri monouso. Il materiale preparato e' pronto per essere zeppato ad esempio nei difetti periimplantari o nel seno mascellare.

Inserimento di impianti e innesto di una piccola quantita' di osso macinato

Nel caso di elementi dentari affetti da tempo da malattia parodontale e sottoposti a traumi occlusali cronici , spesso effettuata l'estrazione residuano alveoli alterati sia per la forma che per il volume.
Cio' appare particolarmente evidente , come mostrato nelle immagini , quando sia stato completamente eliminato il tessuto infiammatorio.A causa di cio ', una volta preparate le cavita' che ospiteranno gli impianti, si osserva che gli impianti vengono inseriti in spazi ben piu' grandi delle stesse fixture. E' necessario che gli spazi vuoti che separano gli impianti dalle pareti delle cavita' in cui sono inseriti , siano riempiti con osso ridotto in piccoli frammenti.
Per questa ragione le scaglie di osso umano deantigenato vengono triturate con un apposito strumento e mescolate con l'osso del paziente recuperato tramite appositi filtri.


La miscela di osso cosi' preparata viene zeppata negli spazi vuoti tra impianti e cavita'. Ultimata questa operazione l'innesto invaso dal sangue del paziente deve essere protetto per evitare che cellule provenienti dalla mucosa ( gengiva ) colonizzino l'osso denatigenato trasormandolo in un tessuto fibroso. A tale scopo viene utilizzata una membrana riassorbibile che isola l'innesto e gli impianti dalla mucosa. Il lembo mucoso viene sottominato per consentire una sutura senza tensioni.Cio' e spesso causa di rigonfiamenti ed ecchimosi che comunque si risolvono nell'arco di 2 settimane.
Ultimata la sutura viene inserita una protesi provvisoria mobile che verra' portata dal paziente per circa 4-5 mesi.


www.surgiplanner.com chirurgia implanto ortognatica e maxillo facciale | antonioluigi.busato@fastwebnet.it

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