Studio Associato Odontoiatra Dr Veronica Vismara Dr Antonio Busato


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Gengivite e malattia parodontale

Odontoiatria Olistica > Aromaterapia

Gengivite e malattia parodontale ( Piorrea )

La gengivite marginale cronica aspecifica e la malattia parodontale ( Piorrea ) sono patologie ad etiologia multifattoriale.Tra le cause delle due malattie ricordiamo , l'accumulo prolungato della placca batterica in conseguenza di una scorretta igiene orale, il trauma da occlusione derivante da forze lesive applicate ai denti in conseguenza di abitudini viziate ( onicofagia , mordicchiamento di oggetti etc ) , di attivita parafunzionali ( bruxismo , serramento notturno e diurno ) di una occlusione incongrua ( malocclusione , masticazione traumatizzante ) di funzioni alterate ( fonazione , deglutizione etc).Tra le altre cause favorenti la comparsa delle due patologie ricordiamo inoltre abitudini alimentari scorrette ( dieti iperglucidiche ) , il tabagismo e l'abuso di alcolici.
Per quanto riguarda la componente batterica e' noto che la rimozione quotidiana della placca batterica dal solco gengivale costituisce il caposaldo della prevenzione delle malattie in questione e del mantenimento dei risultati a terapia ultimata.
I risultati ottenuti dalla asportazione meccanica della placca batterica ottenuta tramite il corretto uso della spazzolino ( spazzolino elettrico ) e degli strumenti per la rimozione della placca batterica dagli spazi interdentali ( filo interdentale , scovolino interdentale ) puo' essere notevolmente migliorata dall'uso di sostanze ad attivita' batteriostatica o battericida.Queste sostanza non possono comunque sostituire l'asportazione meccanica della placca batterica.



Tra le sostanze dotate di attivita' batteriostatica o battericida, gli oli essenziali costituiscono un risorsa di eccezzionale utilita' nella terapia della gengivite e della malattia parodontale ( piorrea )
Gli oli essenziali sono conosciuti per le loro proprietà antibatteriche (Boatto
et al., 1994; Panizzi et al., 1993), antivirali (Sivropoulou et al., 1997) e antifungine (Kishore et al., 1993), ma il meccanismo di azione degli oli essenziali sui microrganismi è controverso.
Alcuni autori hanno attribuito l’attività antimicrobica degli oli essenziali alla interazione del loro gruppo funzionale (essenzialmente il fenolo) con lo sviluppo delle cellule microbiche (Kurita
et al., 1979; Franchomme, 1981), mentre altri autori hanno evidenziato che gli oli essenziali causano una alterazione dei meccanimi che regolano l'attivita' della membrana citoplasmatica (Knoblock et al., 1988; Meyers et al., 1974).
Il modo di azione degli oli essenziali è simile a quello degli antibiotici (Conner and Beuchat, 1984; De Billerbeck et al., 2001; Knobloch et al., 1988), ma agiscono anche mediante differenti meccanismi. Infatti, gli oli essenziali influenzano l’ambiente ecologico (Langenheim, 1994), ostacolando la sopravvivenza dei microrganismi e rinforzando il terreno del paziente (Valnet
et al., 1978.


Lertsatitthanakorn et al. (2006) hanno indagato l’attività antimicrobica, antinfiammatoria, antiossidante di sei oli essenziali: Cymbopogon nardus L., Cymbopogon citratus D.C., Citrus hystrix D.C., Ocimum sanctum L., Ocimum basilicum L., Zingiber cassumunar Roxb and Zingiber officinale Roscoe. L’indagine sulla sensibilità di Propionibacterium acnes nei confronti degli oli essenziali, utilizzando la tecnica della microdiluizione rivela che l’olio essenziale di citronella (Cymbopogon nardus L.) manifesta i più bassi valori della concentrazione minima inibitoria (MIC) e della concentrazione minima battericida (MBC), rispettivamente di 0.005–0.3 e 0.6–1.2 µg/ml. L’attività bloccante i radicali liberi, valutata sul radicale DPPH (difenil picrilidrazile) ha mostrato che i valori di IC50 (concentrazione degli oli essenziali richiesta per bloccare il 50% di radicali liberi del DPPH) di Ocimum sanctum L. (0.03 µg/ml), Zingiber cassumunar Roxb. (6.9 µg/ml), Cymbopogon nardus L. (2 µg/ml), erano più basse dell’acido ascorbico (7.9 µg/ml). L’attività antinfiammatoria degli oli era determinate usando il saggio di inibizione della 5-lipossigenasi, rilevando che i valori di IC50 di Ocimum sanctum L. (0.04 µg /ml), Citrus hystrix D.C. (0.05 µg/ml) Cymbopogon nardus L. (0.15 µg/ml) erano inferiori a quelli dell’acido nordiidroacetico (1.7 µg/ml).


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