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Conclusioni
La diagnostica strumentale,clinica strumentalmente assistita e per immagini dell’apparato stomatognatico offre all’Odontoiatra la concreta possibilita’ di formulare diagnosi e terapie fortemente individualizzate.
L’analisi strumentale del caso ( foto 7) comporta da parte dell’Odontoiatra l’utilizzazione di metodiche di valutazione quantitativa , che naturalmente non sostituiscono l’analisi qualitativa, ma che tramite
l’acquisizione, altrimenti impensabile, di dati specifici del paziente consentono la trasformazione dello studio preliminare del caso in una ipotesi diagnostica e in un “ progetto terapeutico” individuale esportabile e condivisibile con colleghi che utilizzano strumenti analoghi.
L’utilizzo dell’analisi quantitativa di fenomeni biologici complessi comporta tuttavia alcuni rischi.
Forse il piu’ alto in assoluto consiste nel confondere la diagnosi con la raccolta di una serie di dati pensando che tali dati, siano l’espressione della capacita’ della macchina di discernere tra una condizione di salute ed una di malattia.Certamente anche se l’osservazione delle funzioni proprie di un sistema complesso comporta l’introduzione di norme utili a definire i limiti entro cui una funzione si esprime in modo fisiologico ,e’ solo attraverso un processo complessivo di analisi che e’ possibile stabilire se’ sia effettivamente necessario intervenire affinche’ tale funzione venga modificata e con essa vengano modificate le strutture deputate al suo espletamento.
Analisi qualitativa e quantitativa del caso rappresentano quindi due fasi imprescindibili di un unico processo cognitivo.
Un secondo problema introdotto dalle metodiche di analisi quantitativa e’ paradossalmente rappresentato dalla “mole “ di dati disponibili sia per la diagnosi che per la terapia.Cio’ a volte comporta la elaborazione di protocolli diagnostici e terapeutici di fatto inapplicabili per costi o complessita’ nella pratica quotidiana oppure una sorta di disattenzione per sovra saturazione da parte dell’operatore che inavvertitamente “cancella” elementi utili alla diagnosi anche se di clamorosa evidenza come non infrequentemente accade nell’ esame delle immagini ottenute con la TAC o con la RMN.
E’ auspicabile che l’analisi strumentale, l’analisi ,clinica strumentalmente assistita e la diagnostica per immagini forniscano dati condivisibili e utilizzabili nell’ambito di sistemi di coordinate comuni ideati con l’obiettivo di realizzare modelli del paziente con i quali definire nel modo piu’ preciso possibile una diagnosi e simulare le soluzioni terapeutiche posibili in modo da anticipare attendibilmente i risultati della terapia stessa.
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